Da quando è nata questa rubrica si è sempre messo al centro il nostro Io interiore, quindi da buon osservatore, siediti e prendi 5 minuti per ascoltare te stesso. Continuiamo la nostra passeggiata nel bosco dei pensieri, un po’ come quando passi il Cancello di “Monte Minardo”, tutto si trasforma, gli alberi e i fiori diventano parte integrante di te e come nella nostra foresta interiore i fiori e gli alberi sono i nostri pensieri, che con un po’ di fantasia possono, ciascuno con le sue peculiarità, interpretare un Filosofo. Spesso non conosciamo le radici dei nostri pensieri e spesso la ricerca dei pensieri comincia dall’apparizione di una Domanda. Abbiamo vissuto anni alla ricerca di un concetto, ma spesso ciò che ci tediava deviava dalla visione dello stesso: era l’errata domanda. I percorsi interiori, come i sentieri naturalistici, guidano la persona nel luogo ricercato, ma come sull’Etna per arrivare al cratere puoi scegliere molte strade, ed è in quell’istante che nasce la domanda: perché quel percorso?
Da buon medico di te stesso avrai preso il tempo adatto per pensare alle risposte personali riguardo la domanda al precedente periodo lessicale, ma spesso, abbiamo bisogno di una guida o di un segnale, come in un sentiero, per comprendere che il percorso scelto sia esatto. A questo proposito vorrei provare a parlare di un filosofo moderno e spesso contestato dalla società, il suo nome è Josè Ortega y Gasset (nato a Madrid 09-05-1883, morto a Madrid 18-10-1955). Egli è conosciuto per un testo di grandissima importanza “La ribellione delle masse”; ecco una delle parti più contemporanee e significative scritte dal filosofo: “la massa travolge tutto ciò che è diverso, singolare, individuale, qualificato e selezionato. Chi non sia ‘come tutto il mondo, chi non pensi come ‘tutto il mondo corre il rischio di essere eliminato“. L’uomo-massa, non identificabile con una particolare classe sociale, è l’uomo medio, senza qualità, soddisfatto di essere quel che è, non intenzionato a migliorare perché si considera già perfetto. La sua “cultura” è fatta di “luoghi comuni, di pregiudizi, di parvenze di idee, o semplicemente di vocaboli vacui che il caso ha ammucchiato nella sua coscienza“. Da questo nasce nell’uomo “L’ultima ratio” cioè il desiderio dell’uomo-massa di soppiantare gli uomini a lui superiori; ed è così che, appunto, nasce l’azione diretta: la violenza.
Invece il libro a cui collego il concetto di guida è “Idea del Teatro” testo significativo nel percorso di vita e di pensiero di Ortega. Egli, con una riflessione profonda, spiega attraverso l’interpretazione e la lettura del testo la probabile risposta dell’uomo ad alcune domande interiori espresse nel concetto di attore di teatro:
- Sono Attore di me stesso?
- La realtà dentro la mente è uguale alla realtà visiva?
- Perché i nostri sentieri non sono coordinati alla nostra vita?
Proprio interpretando la nostra idea di persona, il nostro carattere, si fa lo sforzo di immedesimarsi in un personaggio che ci rappresenti. Analizzando, ancora, in modo raffinato la propria realtà interiore, rischiando a volte di ritrovarci a tu per tu con le verità più nascoste, che spesso coincidono con le nostre paure più profonde o con le nostre volontà sopite nell’inconscio.Ed è adesso che mi sorge una domanda:
Io/Tu che personaggio saresti?
Dal Libro di Ortega “Idea del Teatro”
“L’uomo non ha una natura ma una storia. L’uomo non è altro che un dramma. La sua vita è qualcosa da scegliere, costruire mentre procede. L’essere umani consiste in quella scelta e in quella inventiva. Ogni essere umano è il romanziere di se stesso, e sebbene possa scegliere tra essere uno scrittore originale o uno che copia, non può evitare di scegliere. È condannato ad essere libero.”
buona lettura dei Testi di Ortega.
Foto: wikipedia





