Questa rubrica si pone un piccolo ma significativo obbiettivo, quello di educare ed allenare quella parte del nostro corpo capace di captare dettagli, capire concetti ed elaborali grazie all’intelletto e all’immaginazione: L’occhio.

Il piccolo organo, che da questo momento chiameremo “STRUMENTO di misura”, per le sue caratteristiche fisiche, visive e percettive ci permette di vedere e valutare tutto ciò che ci circonda e valutarne le qualità formali ed estetiche riuscendo ad elaborare i significati intrinsechi presenti in tutte le forme di Arte, Natura fino all’Architettura, che insieme formano la realtà dei nostri giorni, presenti passati e futuri.
Le “Pillole di Architettura Brontese“, vogliono essere spunti, suggerimenti, consigli… in poche parole cose che stuzzichino la vostra curiosità visiva. Piccoli ritratti di elementi, o foto di piazze o edifici, storici e non, che se contestualizzati per stile caratteristiche o posizione possono essere letti sempre in maniera diversa. Questo fa di questa rubrica un piccolo saggio dell’architettura brontese, cui bene si incastrano le storie le vicende che ne hanno permesso le realizzazioni, e le curiosità che spesso vengono tramandate da generazione in generazione.

PILLOLA DI APRILE

Nella Prima Pillola, che non casualmente viene somministrata ad Aprile, quando la primavera e la natura “rinascono”, parla appunto del Classico e del Rinascimentale. Perché altro non è un classico, se non l’equilibrio tra opposti, presente-assente, pieno-vuoto, ordinato-disordinato. Gli esempi sarebbero infiniti, ma basteranno per spiegare le basi di un architettura che si fonda sull’Ordine e l’equilibrio delle forme. Il classico erroneamente confuso con vecchio o antico, si basa su regole semplici quanto rigide, somigliando alla natura, si pone difronte a quelli che sono gli aspetti naturali di luce e spazio, e solo attraverso uno studio e calcolo accurato possono essere controllate dall’ingegno umano e per poter essere apprezzate, o meno, con critica assoluta dal nostro STRUMENTO migliore, ovvero i nostri occhi, al fine di valutarne l’effettiva armonia con il contesto il luogo e la natura stessa.
Gli Ordini come ABC dell’architettura classica e rinascimentale, sono appunto schemi e griglie che si rifanno sempre a proporzioni universali, che prendono spunto dal tutto. Ogni ordine ovviamente può rifarsi a qual si voglia aspetto della natura, in quanto in essa è intrinseca la proporzione Aurea, o divina che dir si voglia. Rapporti matematici che se ripetuti compongono e scompongono all’infinito una griglia su cui L’architetto o l’Artista basa la sua opera. L’occhio è capace di misurare angoli e proporzioni, ed è quindi per questo che un “Ordine” deve essere alla base di un un pensiero, prima ancora che diventi un Opera. Esso permette di elaborare una visione naturale in un pensiero Artistico-Architettonico, e solo successivamente grazie alle proporzioni permetterà la realizzazione di un progetto, il quale dovrà contenere ulteriori aspetti importanti come quelli di forme e materiali, fattibilità e durata, esecuzione e godimento dell’opera stessa.
Gli esempi a sostegno di questa tipologia Architettonica che meglio si prestano nella nostra cittadina Brontese, sono La chiesa del Sacro Cuore e la chiesa del Rosario.
Esse se pur in modo diverso presentano le tipiche caratteristiche del classico-rinascimentale, che ovviamente come in ogni opera architettonica viene influenzata dalla tradizione locale e dal contesto in cui si trova.
Mantengono proporzioni e griglie tipiche del classico, si influenzano per il periodo in cui vengono costruite dal Barocco, che non fa altro che aggiungere dettagli e particolari a quelli che sono gli aspetti prettamente artistici dell’opera, come capitelli, fregi, frontoni ed il bugnato nelle facciate, mentre all’interno il barocco con i suoi stucchi fa da padrone, l’impostazione classico-rinascimentale rimane, se pur adattata ,in alcuni casi, a vecchi edifici già presenti sulla quale si ricostruiva o adattava la nuova costruzione.
Ovviamente lascio ai più curiosi la sorpresa degli interni di questi due edifici, in quanto la moltitudine di aspetti religiosi artistici ed Architettonici presenti potrebbe risultare contraddittoria con il termine “Pillola”.

[pjc_slideshow slide_type=”architettura-aprile”]

Arch. Stefano Longhitano