Bentornati ad un nuovo appuntamento con la rubrica “Sai dirlo in Brontese?”, dedicata al nostro dialetto locale.

 

Questo articolo, intriso della magia natalizia, si adatta al clima delle festività. Esploriamo insieme il termine “strmmàri“.

Sapete cosa significa in Brontese? Se la risposta è negativa e non conoscete ancora il suo significato, vi invitiamo a scoprirlo insieme a noi.

 

 

La parola “strmmàri” è un vero e proprio gioiello linguistico che attinge le proprie radici dal latino volgare “strambare” e dal greco antico “strabós“, indicando un termine che va oltre la sua definizione letterale. Il suo significato è intriso di un senso di meraviglia e incanto, spingendo la percezione della realtà oltre i confini della normalità.

Strmmàri” si manifesta in modo particolarmente intenso durante il mese di dicembre, quando l’atmosfera è impregnata da luci scintillanti e l’aria è pervasa dalle promesse dei regali. In questo contesto, la parola diventa un simbolo dell’incarnazione stessa della sorpresa, trasportando coloro che la sperimentano in uno stato di sospensione, dove il tempo sembra rifiutarsi di seguire il proprio corso abituale.

Il termine suggerisce l’idea di un incantesimo lessicale che piega e distorce la nostra percezione.

Mentre ci ritroviamo in questo limbo di stupore, è difficile non chiedersi se “strmmàri” sia solo una parola o piuttosto una porta segreta per accedere a mondi alternativi. Questo scenario evoca vivide immagini di renne che solcano i cieli ed elfi intenti a fare shopping online per acquistare giocattoli, suggerendo un affascinante viaggio in un territorio incantato.

Si tratta di un vero e proprio incantesimo che ci ingloba in una dimensione misteriosa, come se Babbo Natale avesse deciso di eludere le leggi della fisica per farci sbirciare nell’infinita scatola delle sorprese.

In breve, “strmmàri” non è semplicemente una parola da usare casualmente, ma un’esperienza straordinaria che ci trasporta in una dimensione fuori dall’ordinario, in cui la magia e la meraviglia dominano, sfidando le normali concezioni di realtà.

 

 

 

 

 

 

Lo sapevi che…
Durante le festività natalizie i brontesi sono soliti utilizzare l’espressione “Di Natali a Santu Stefanu“.

Questa frase, nata dall’intervallo effimero tra il Natale e Santo Stefano, cattura momenti brevi e spesso sfuggenti, tingendoli con un tocco di umorismo brontese.
In questa stagione di gioia e riflessione, quest’espressione evoca immagini uniche come un pupazzo di neve che si scioglie al calore dell’affetto, un desiderio che svanisce quasi all’improvviso o una tazza di cioccolata che si esaurisce senza essere assaporata fino in fondo.

Queste immagini sottolineano in modo quasi comico la fugacità della vita o di una circostanza, rendendo tangibile il concetto di brevità attraverso situazioni quotidiane e familiari.
Perciò, se qualcuno dovesse dirvi “Di Natali a Santu Stefanu“, accoglietelo con ironia e sorridete, perché alla fine è solo “una questione di giorni“!

Tra un sorso di vino e un morso di torrone, godiamoci questa breve parentesi di allegria e auguriamo a tutti un sereno Natale brontese.

 

 

 

 

 

 

Curato dalla volontaria SCU Chiara Zermo