Le prime civiltà che sono sorte sulle loro sponde, il fascino che hanno trasmesso ai filosofi, sono solo alcuni tra i motivi che rendono così affascinanti i fiumi.

Quello che scorre nelle valli della nostra cittadina, il Simeto, è addirittura set di numerose vicende mitologiche. Nasce e si fa strada prima tra le pendici dei monti Nebrodi per poi scorrere tra le Lave dell’Etna e sfociare nel mar Ionio. Come per le prime civiltà, il Simeto è fonte di sostentamento per le comunità locali che nel tempo hanno lasciato numerosi resti del loro passaggio e che possono essere ammirati percorrendo le strade lungo il fiume, così come i tanti anfratti e i paesaggi stupendi delle campagne circostanti. La natura intorno al fiume regala una meravigliosa biodiversità fatta di flora spontanea e importanti coltivazioni arboree, fauna selvatica, uccelli migratori abituali e allevamenti al pascolo.

Spostandosi in macchina a pochi minuti dal centro storico è possibile raggiungere il ponte Serravalle, un ponte Normanno che un tempo collegava i vari centri abitati della zona. Intorno ad esso troviamo i resti di un vecchio mulino, antiche masserie e degli arboreti che nel periodo primaverile, con la loro fioritura, arricchiscono il paesaggio con I loro colori caratteristici.

Percorrendo la strada provinciale 211, a pochissimi chilometri di distanza, possiamo fermarci al ponte Passopaglia, questo di recente costruzione, che ci permette di ammirare gli ingrottati lavici caratteristici di questa parte della vallata.

Tornando in auto e muovendoci sulla SP 211 e poi sulla SP 94 in direzione Adrano, il panorama è contraddistinto da un lato dai fitti pistacchieti e dall’altro dei frutteti che si servono delle acque del Simeto per la propria crescita.

Venti minuti di strada bastano per raggiungere il ponte dei Saraceni, parcheggiare e prepararsi per una breve passeggiata. Il ponte, che si trova in territorio di Adrano, risale probabilmente al periodo Romano, anche se negli anni è stato modificato e ricostruito.

Qui è possibile osservare le Forre laviche, delle gole scavate nella lava dall’azione erosiva delle acque del fiume.

Qualche altro passo serve per arrivare al Salto del Pecoraio. Qui ci possiamo fermare per un attimo di pausa che basta per riprendersi e tornare presto con qualche altra passeggiata tra i luoghi magici della nostra città.

Scritto da Sebastiano Carcione
Foto di Andrea Aidala