Amiamo il cibo, non soddisfa solo il nostro fabbisogno fisico ma è il miglior modo per riunire le famiglie, le persone, le nazioni. Un piatto non sarà mai lo stesso, cambierà da casa a casa e nonostante tutto verrà sempre apprezzato in tutte le sue deliziose varianti. E come noi, si evolve nel tempo; Cerca di migliorarsi, di esaltare i sensi al massimo. Ma gli antichi sapori…Oh, quelli non hanno storia.
Come antiche richezze anche le ricette dei nonni andrebbero salvaguardate e perché no, anche riprese. Questa rubrica vorrebbe riassaporare ricordi, emozioni gustative e sentimentali allo stesso tempo. Una buona riscoperta a voi!
La Mostarda:
Il frutto dalla corazza pungente che protegge quel centro di dolcezza non è passato inosservato da donne che si lasciarono travolgere dalla creatività culinaria.
Fu così che il fico d’india, simbolo per eccellenza della macchia mediterranea, divenne il protagonista indiscusso della mostarda.
Il denso arancione del succo, ottenuto da una attentissima pulizia ben setacciata, ricorda il sole autunnale della sua seconda raccolta, più prelibata della precedente.
Dopo un’ora di calde bolle il succo ormai è ridotto a metà; un litro di esso si fa travolgere in un denso abbraccio da 100 g di farina per poi essere rimesso sul fuoco.
Una corona di chiodi di garofano e cannella adornerà quel sapore tremulo e denso a cottura completa, assieme a una spolverata di frutta secca che ricorda gocce di ambra. Ed ecco pronta…la mostarda!
Lorenza Saitta





