Dal 12 marzo scorso, il Castello Ursino di Catania ospita una splendida mostra del celebre artista Pop Andy Warhol (mostra, tra l’altro, prorogata sino al 14 maggio 2017). Il nostro socio Fabio Romano è andato a visitarla per noi e, tra un’opera e l’altra, ha raccolto nell’articolo che segue le sue impressioni. Buona lettura.
Il termine di paragone che spesso è stato usato come unico comune denominatore tra l’arte europea e, quella americana, è stato a volte impietoso nel far pendere la bilancia del giudizio dalla parte degli artisti del vecchio continente; se dovessimo però analizzare gli ultimi cinquant’anni in termini d’impressioni artistiche, fotografiche e d’impatto scenografico, forse gli States sono riusciti a prendersi una parziale rivincita grazie a un nome solo fautore della più forte forma d’arte contemporanea quale la Pop Art (anche se ad essere pignoli si tratta comunque di un figlio d’immigrati slovacchi): Andy Warhol.
Nessun altro individuo è riuscito a trasmettere il modo di pensare degli americani attraverso le serigrafie delle scatole di fagioli Capbells o attraverso le lattine di Coca-cola in quell’immaginario diffuso dello statunitense medio degli anni ’60, dove l’unico modo per consentire le uguaglianze tra le persone di diversa razza, nazionalità o religione, erano i prodotti di consumo sfrenato. Restano, poi, la linguaccia di Mick Jagger e la Banana gigante, diventati rispettivamente gli immortali stemmi dei Rolling Stones e dei Velvet Underground; restano i ritratti serigrafici di Marilyn Monroe, Mao Tse Tung, Elizabeth Taylor e di tanti altri personaggi celebri diventati suoi amici personali; restano le feste con Jim Morrison che molte volte utilizzò le idee di Andy Warhol come fonte d’ispirazione per il proprio successo.
Restano anche le foto scattate riguardante il concetto della morte come quello dell’aereo schiantato al suolo nell’opera Dies; come se l’artista, dopo aver rappresentato tanta vita, volesse raffigurare il forte impatto emotivo che può causare la morte stessa.
E soprattutto rimarranno quelle sue citazioni celebri nel prendersi gioco della vita come: “Amo Napoli perché mi ricorda New York, specialmente per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice come quella di New York.”
Satisfaction, Andy.






