La strada è sia un punto di incontro che di passaggio, dove attimi e sguardi possono dire più di mille parole; ed è qui che molti artisti hanno cominciato, manifestando il proprio talento e dando vita alla loro aspirazione sotto occhi curiosi: possono osservare il via vai di volti con tranquillità da un angolo del marciapiede ed imprimerli in una tela con colori, oppure prenderne il completo possesso con danze ed esserne i protagonisti incontrastati.
Sono innovativi, tradizionalisti oppure rivoluzionari, a loro la scelta, ma una cosa hanno in comune: la passione, la voglia di fare, di sfuggire da una realtà che sentono un po’ stretta. “La via degli artisti” o “Pistart” ha caratterizzato la recente edizione della sagra del pistacchio, trovando realizzazione – oltre che nel corso principale – soprattutto in vicoli, luoghi piacevoli da scoprire, con un’atmosfera in cui la familiarità aleggia nell’aria. Un miscuglio di traduzioni, natura antica, buona musica e immagini ha coccolato chiunque abbia visitato “la via dello scornabecco“, mentre nella ” via del pistacchio” un tetto di rose ha accompagnato lo spettatore ad osservare e capire cosa è stato Bronte attraverso dipinti e fotografie.
Non ci sono ristrettezze per coloro che amano l’arte e vogliono donarla agli altri. Le idee viaggiano in fretta e fermarle in un quadro è la soluzione più nitida; darle sfogo con la musica il metodo più ottimale per essere sentita. Non ci si stanca mai di stupirsi quando si entra in questo mondo e non sono mancate le occasioni in questa XVII edizione della sagra per goderne appieno.
Articolo di Lorenza Saitta
Ecco una gallery dell’area Pistart, gentilmente concessa da Marco Meli, Stefano Longhitano, Simone Mirenda, Marco Liuzzo e i curatori della pagina Facebook “Pistart”:

































