Bentornati al nostro appuntamento con le pillole di architettura brontese, oggi concludiamo il discorso iniziato nella scorsa pillola sul complesso del Real Collegio Capizzi andando a concentrare il nostro focus sulla chiesa del Sacro Cuore.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1907 su quella che in parte era l’area di ingombro della Cappella di San Rocco, ed ultimati nel 1914.
La fabbrica si pone al centro della facciata principale quasi a dividere e mediare tra lo stile settecentesco dell’ala antica e quello più neoclassico della parte nuova (realizzata anch’essa nei primi del 900’).

Analizzando la facciata possiamo “leggere” gli elementi che la compongono, due coppie di paraste in finto bugnato poggiate su basi di pietra lavica e coronate da capitelli compositi sorreggono il cornicione finemente decorato, al centro abbiamo il portale d’ingresso incastonato tra due colonne in pietra lavica con capitelli in pietra bianca, al di sopra della quale poggia un fregio ed un architrave in pietra lavica a linee spezzate, il fregio è decorato con dei tondi in pietra raffiguranti dei putti.
Al di sopra del cornicione troviamo il secondo ordine, questa volta le paraste sono a superficie liscia mentre l’area centrale è occupata da un rosone in ferro e vetro colorato, chiude il tutto un cornicione che riprende le linee dell’architrave.

All’interno troviamo un ampio spazio volumetrico rettangolare che forma l’unica navata conclusa da due lesene oltre le quali troviamo l’abside semicircolare.
Lo spazio interno è ampiamente decorato con stucchi di natura barocca dove trovano spazio in tutto cinque altari con mense in marmi policromi.
Al di sotto del cornicione troviamo raffigurati i volti di dieci apostoli mentre, nella volta posta sopra l’altare maggiore troviamo un bassorilievo raffigurante il Padre Eterno (per il volto del Padre Eterno l’artista utilizzò come modello “Don Emanuele Barbaria”, uno dei capostipiti della famiglia Barbaria).

Chiudo con un invito ad andare ad osservare con nuovo occhio critico le bellezze ancora da scoprire che il Sacro Cuore ci può offre.

Scritto e illustrato da Daniele Mirenda