Il 2 Maggio scorso è stata una data storica per l’intera umanità, ovvero si è celebrato il cinquecentenario dalla morte del genio che sicuramente ha rappresentato nei confronti dell’intero immaginario collettivo cosa sia stata l’autentica evoluzione del genio: Leonardo da Vinci.

Dell’artista in questione, infatti si conoscono le prime rudimentali opere di ingegneria nel quale l’uomo moderno si confrontava, basti pensare alle prime macchine per il volo (mai definitivamente portate a compimento ma si parlava comunque di esperimenti agli albori del 1500) alle opere di riqualificazione e di gestione idrica dei canali sforzeschi rendendo i navigli cittadini navigabili e di conseguenza cambiando per sempre la connotazione urbanistica della città di Milano. Ma ovviamente, il genio di Leonardo è conosciuto per le i suoi capolavori pittorici conosciuti in tutto il mondo: il sorriso enigmatico della ​Gioconda ​al capolavoro mistico del ​Battesimo di Gesù​. Gli studi su tutti i quadri di Leonardo ci hanno dato modo di apprezzarne il suo talento immenso come è stato sottolineato da Ludovico il Moro, condito come capita spesso a celebrità assolute anche da una serie di pettegolezzi, mezze verità, le quali: la sua conclamata omosessualità, la suggestione che Monna Lisa non fosse mai esistita ma che fosse in realtà una sua riproposizione al femminile, fino al suo più grande capolavoro, ​L’ultima cena, ​dove improbabili best-seller descrivono un organo genitale femminile nello spazio confinante tra lo stesso Gesù e San Giovanni Battista. Lasciamo le suggestioni sopracitate a Dan Brown e celebriamo degnamente con un pizzico di orgoglio tutto italiano il più grande genio che l’umanità abbia mai conosciuto.

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