Torna la rubrica dedicata alla Pinacoteca N. Sciavarrello di Bronte. Di mese in mese selezioneremo un’opera presente nella Pinacoteca e ve la presenteremo. Nella speranza andiate presto a visitare la Pinacoteca Sciavarrello, vi auguriamo buona lettura!

Gianni Asdrubali, “Aggroblanda”

In questo dipinto del 1984, estratto dalla raccolta di opere intitolata “Aggroblanda“, l’artista Gianni Asdrubali attraverso i segni con pittura acrilica, traccia sulla tela i diversi tipi di rete nervosa. Si devono peraltro osservare e distinguere diversi tipi di tracciato; sulla tela preparata in bianco, Asdrubali stende un reticolo nero e sul nero un ulteriore reticolo bianco molto diluito al punto che gran parte di essa lascia trasparire il nero sottostante. Alla fine la pittura presenta al proprio interno delle zone integre di superficie priva di interventi che appaiono come monadi negative, cioè bianche, veri spazi considerati in primo piano sulla superficie, “Azione e Negazione”, “Forma e Antiforma” si equivalgono entro il limite dell’opera. Il critico Bruno Corà nel suo testo “Gianni Asdrubali: Frontalità spaziale ricavata dal vuoto”, fa una riflessione sintetica ma a tutto campo del suo linguaggio. Nel ciclo Aggroblanda, questi acrilici esibiscono quantità opposte di pieno e vuoto. Ciò che appare interessante, è cogliere in cosa e dove un artista come Asdrubali, che matura il proprio lessico negli anni Ottanta, si diversifica e si distacca da ogni ipotesi postmoderna per coniugare il proprio lavoro a quello dei pionieri della nuova spazialità nel XX secolo. Secondo Corà bisogna tener conto che Asdrubali coniuga il vuoto con spazio ed energia e lo fa con suggestioni ben determinate e non in maniera banale inoltre ciò che prevale è una chiara influenza di Yves Klein relative “all’immaterialità”.