Ritorna la rubrica della Pro Loco Bronte dedicata ai consigli letterari. Ogni mese vi consiglieremo un libro presente nella nostra biblioteca, fruibile tutti i giorni gratuitamente dalla cittadinanza. Stavolta vi proponiamo “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi.

Sostiene Pereira è uno dei libri più celebri di Antoni Tabucchi. La storia di questo romanzo inizia una mattina del 1938 a Lisbona nel bel mezzo del regime dittatoriale di Salazar. Pereira è un giornalista che ha abbandonato la cronaca nera per dedicarsi alla rubrica culturale di un modesto quotidiano pomeridiano. Il personaggio è un uomo del tutto mediocre, non ha una posizione o un’idea politica, è obeso e cardiopatico. Leggendo un articolo di una rivista Pereira decide di contattare l’autore e offrirgli un posto come collaboratore esterno per la rubrica culturale. Il giovane scrittore Francesco Monteiro accetta senza titubare un attimo. Pereira affida al giovane la scrittura dei necrologi anticipati di personaggi famosi. Il giovane inizia a scriverne alcuni, fra cui quello di Gabriele D’Annunzio per cui non spende bellissime parole attaccandolo in modo feroce per la sua adesione al fascismo. Vista la situazione politica del periodo i necrologi scritti dal giovane vengono giudicati impubblicabili in quanto pericolosi a causa del contenuto avverso al regime. Pereira conosce il dottor Cardoso, medico direttore della clinica dove il giornalista si reca per curare la sua cardiopatia. Pereira che ricordiamo essere un uomo senza idee politiche inizia a “svegliarsi” e a prendere consapevolezza della realtà in cui vive. Il clima di violenza, di intimidazione, la forte censura imposta dal regime, sono tutte cose di cui il protagonista non si era mai reso conto, ma che adesso risultano chiare ai suoi occhi. Il giovane Monteiro Rossi verrà ucciso da due loschi figuri, identificatisi come uomini della polizia politica, a seguito di un interrogatorio. Pereira ,quindi, trova la forza di “ribellarsi” al regime e scrive un articolo di denuncia di denuncia mascherato da necrologio del giovane Monteiro. Pereira da uomo mediocre, pigro e abitudinario diventa un oppositore della dittatura. Il protagonista però non può essere considerato un antieroe nel senso classico del termine, perché gli antieroi sono personaggi ambigui, incapaci di prendere una posizione per paura o codardia, personaggi che non riescono a scegliere da che parte stare, poco altruisti e privi di ideali. Pereira invece era, sì, incapace di prendere una posizione ma non per paura o altro, era semplicemente addormentato, intorpidito e le vicende raccontate nel romanzo non hanno fatto altro che risvegliarlo da questo suo torpore.

Tratto dal romanzo è l’omonimo film del 1995 diretto da Roberto Faenza e interpretato magistralmente dal grande Marcello Mastroianni. Per l’occasione vi proponiamo il trailer: