Bentornati alla rubrica “Pillole di Architettura Brontese”.
Nei precedenti appuntamenti, realizzati egregiamente dall’Architetto Stefano Longhitano, era stato posto l’obiettivo di dare gli strumenti fondamentali atti ad allenare l’occhio alla comprensione e “lettura” degli elementi costitutivi dei diversi stili architettonici, per poter poi analizzare al meglio quelle correnti che, con la loro presenza sul territorio, valorizzano il patrimonio storico-architettonico del nostro paese.
Avendo affrontato già in maniera esaustiva i discorsi riguardanti l’architettura classica, rinascimentale e tardo rinascimentale, nelle pillole del 2019 cercheremo di approfondire quegli stili che, a causa di una poco fiorente evoluzione architettonica data dalla fisiologica condizione di “piccolo paese di montagna”, non hanno potuto trasmettere a pieno la “forza” rivoluzionaria insita nel movimento stesso, ma che con i loro accenni o con le loro piccole ma puntuali presenze velate, contribuiscono ad arricchire un patrimonio architettonico di tutto rispetto nel centro storico.

In questa prima pillola del 2019 parleremo del Liberty, declinazione italiana dell’Art Nouveau.
Esso un movimento artistico che abbracciò diverse discipline, dalle arti figurative all’architettura passando per il design d’interni.
Nato in Belgio e Francia sul finire dell’800 è considerato uno dei padri fondatori del movimento moderno, questo stile si poggiava su una forte ideologia estetica sostenendo la tesi della “Libera creazione” come unica alternativa alla produzione in serie figlia del grande sviluppo tecnologico ed industriale ottocentesco.
La rivoluzione in ambito architettonico si tradusse nel superamento dello “Storicismo eclettico” (le “Neo” interpretazioni di stili provenienti dal passato), che portò all’abbandono dei classici stilemi sostituiti da forme decorative provenienti dalla natura, non di rado su una facciata liberty possiamo ammirare forme e linee sinuose intrecciarsi con foglie, conchiglie o fiamme.
L’ornamento ritorna ad occupare un ruolo importante nella progettazione della fabbrica e non è visto più solo come mero elemento di facciata.
Purtroppo, come accennavo all’inizio, Bronte non possiede esempi emblematici di Liberty, ma ad una visione più attenta potremo notare diversi elementi, dai semplici cornicioni alle cornici di finestre e portoni fino ad arrivare agli architravi che in qualche modo accennano, tendono ad uno stile più sinuoso, segno che alcune famiglie Brontesi, nel voler rinnovare la presentazione della facciata della propria casa, recepivano la lezione portata dal nuovo stile, magari ammirando alcuni pregevoli esempi anche nella vicina Catania
Per questo voglio lasciarvi con il consiglio che ci diede la Professoressa di Storia dell’architettura moderna durante una delle primissime lezioni:”La bellezza non si ferma al piano terra, alzate gli occhi e fatevi ammaliare da ogni elemento costitutivo del ricchissimo patrimonio che ci circonda”.

Scritto e illustrato da Daniele Mirenda

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